


Un giorno Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera verso le tre del pomeriggio. Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita e lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta «Bella» a chiedere l'elemosina a coloro che entravano nel tempio. Questi, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, domandò loro l'elemosina. Allora Pietro fissò lo sguardo su di lui insieme a Giovanni e disse: «Guarda verso di noi». Ed egli si volse verso di loro, aspettandosi di ricevere qualche cosa. Ma Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!». E, presolo per la mano destra, lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e balzato in piedi camminava; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio. Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio e riconoscevano che era quello che sedeva a chiedere l'elemosina alla porta Bella del tempio ed erano meravigliati e stupiti per quello che gli era accaduto.
Ecco una possibile definizione di PG:
l’insieme delle azioni che la comunità ecclesiale fa, sotto la guida potente dello Spirito di Gesù, per dare pienezza di vita e di speranza a tutti i giovani.
Perché una PG?
1. Perché la missione della chiesa è di portare il Vangelo a tutti, e tra tutti ci sono i giovani.
2. Perché, in questa missione, c’è una scelta preferenziale per i poveri, e i giovani sono tra i poveri (sono, costitutivamente, portatori della domanda di vita e di speranza di una società – hanno bisogno di qualcuno che insegni loro a camminare; sono, attualmente, tra i più sofferenti per la bassa qualità di vita e il debole radicamento della speranza – sono tempi in cui sembra più difficile stare in piedi, più facile restare lesi).
3. Perché, per le stesse ragioni, i giovani sono i migliori evangelizzatori potenziali e i più efficaci costruttori di futuro – due gambe giovani guarite saltano più in alto, camminano più lontano...
Quali sono allora i compiti per la PG?
1. far crescere in ogni giovane la ricerca di ragioni per vivere e sperare (“Guarda verso di noi”…)
2. come comunità ecclesiale saper offrire l'incontro con Gesù vivo, risorto, presente. Lui è l'unico vero tesoro della Chiesa («Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!»). Bisogna riscoprire il Vangelo per restituirgli forza di salvezza “dentro” e “per” la vita quotidiana di ogni persona, specie di quella che sta crescendo.
Chi "fa" la PG?
Alla luce di quello che abbiamo detto fin qui, a "fare" la pastorale giovanile sono tutti i cristiani, da soli e insieme, sotto la guida dei successori degli apostoli. I giovani sono allo stesso tempo i destinatari e i soggetti attivi: la PG, possiamo dire, è fatta per i giovani e anche dai giovani, soprattutto quando hanno sperimentato lo stupore e la gioia di "alzarsi in piedi" nel nome di Gesù.
Nel Menu qui a fianco sono raccolti i soggetti più significativi della pastorale giovanile: persone, gruppi, strutture di servizio... per conoscerli meglio.